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Negli ultimi anni, in virtù di alcuni provvedimenti presi dall’Unione Europea, si è assistito ad un interessante cambiamento nello styling dei pacchetti di sigarette. Alle solite scritte demotivanti (Il fumo uccide, Il fumo può causare impotenza etc) sono state aggiunte delle immagini che definire demotivanti è quasi un complimento: la gola bucata, il morto per attacco cardiaco sul tavolo da obitorio, la donna che sputa sangue in un fazzoletto, il dito dei piedi in cancrena, il bambino con il ciuccio a forma di sigaretta. Tutte queste immagini scioccanti fanno parte del piano messo a punto dall’Unione Europea, definito Spinta Gentile.

La Spinta gentile: cos’è e come funziona

La Spinta gentile è l’ideologia che sta dietro tutte le campagne salutiste portate avanti dall’Unione Europea e di conseguenza anche dallo Stato italiano. Alla base di quest’idea c’è la convinzione di inculcare passivamente ai cittadini quale sia la scelta più giusta da fare per uno stile di vita sano e migliorato: piuttosto che obbligare le persone a smettere di fumare, magari rendendo le sigarette illegali, l’UE ha stabilito nel Regolamento di inserire immagini scioccanti per almeno il 65% del pacchetto. Queste immagini, decisamente brutte da vedere, non sempre hanno l’effetto sperato: i fumatori incalliti non si lasceranno intimorire dalle sole immagini né tanto meno decideranno di smettere solo perché consigliati gentilmente.
Il problema è che il fumo, come tutte le dipendenze, non può risolversi con un consiglio, a prescindere da chi ce lo stia dando, se nostra madre o lo stato. I fumatori accaniti non smetteranno mai, continueranno a fumare finché lo vorranno. Il punto è che la decisione di smettere con il fumo (o con qualunque altra dipendenza) parte sempre da noi, non può essere innestata da nessuna campagna pubblicitaria (vedi le foto scioccanti) né da nessuna spinta, a prescindere se sia gentile o meno. Quante volte, per sommo spirito di contraddizione, si sceglieva di fare l’esatto opposto di quanto detto dai nostri genitori? Riportando questo semplice schema alla realtà delle sigarette, lo Stato potrebbe semplicemente vietarle, farle diventare illegali. In questo caso però perderebbe una grandissima entrata, considerando che in Italia i fumatori sono 15.700.000, il 22% della popolazione contro il 26 % dell’Unione Europea. Il vizio si sta diffondendo rapidamente anche tra i giovani, dai 15 in su (ma molti fumano già da prima), l’Italia presenta il più alto tasso di adolescenti.

Le immagini sui pacchetti

L’idea alla base di queste nuove immagini è nell’avere un impatto scioccante sui consumatori, inducendoli magari a smettere. Questo shock però è solo iniziale, la maggior parte dei fumatori dopo le prime volte ha iniziato subito ad abituarsi ai nuovi pacchetti e a non farci neanche più tanto caso. Questa tecnica di marketing un po’ terroristico non ha sortito gli effetti sperati. Sono invece scomparse dai pacchetti le etichette riportanti i valori del catrame, della nicotina e del monossido di carbonio. Questa disposizione è stata chiarita dal comunicato della Commissione europea in cui si legge «L’etichettatura relativa alle emissioni di catrame, nicotina e monossido di carbonio sulle sigarette e sul tabacco da arrotolare sarà sostituita con il seguente messaggio informativo destinato ai consumatori: “il fumo del tabacco contiene oltre 70 sostanze cancerogene”. La ricerca ha dimostrato che l’attuale etichettatura è fuorviante per i consumatori in quanto fa loro credere che alcuni prodotti siano meno rischiosi di altri per la salute. Il nuovo messaggio informativo rispecchierà più accuratamente le reali conseguenze del fumo per la salute.»
Parafrasando queste righe del comunicato stampa, ne risulta che la sola frase «il fumo del tabacco contiene oltre 70 sostanze cancerogene» basterebbe a scoraggiare qualunque consumatore nel continuare a fumare perché è più di impatto rispetto ai valori della nicotina, monossido di carbonio e catrame. Questo perché leggendo i diversi valori dei pacchetti di sigarette, potrebbe confondersi e credere che un pacchetto di sigarette potrebbe fare meno male di un altro. Il governo quindi non pensa sia necessario mettere al bando tutte le sigarette (in tal modo si perderebbe un’entrata ingente metticifra) ma preferisce togliere le specifiche, che sono obbligatorie su ogni genere alimentare, per non confondere le idee. Il punto è che fumare non è mai una buona idea, i fumatori lo sanno benissimo e scelgono deliberatamente di continuare un vizio. Che questa scelta sia sbagliata oppure no, dipende da loro e saranno loro le conseguenze. Quello che è sbagliato è lo Stato che, togliendo le specifiche, nega la possibilità di poter scegliere un pacchetto con minor nicotina piuttosto che un altro. Ovviamente che ci sia minor nicotina non significa che sia un pacchetto ricco di salute, ma sicuramente fa meno male rispetto a delle sigarette con maggior numero di nicotina. L’errore sta sempre nel limitare la libertà di scelta dell’individuo.

L’efficacia delle nuove immagini

Queste nuove immagini, che devono ricoprire almeno il 65% del pacchetto, perderebbero di efficacia già solo dopo il primo pacchetto acquistato. Molte persone hanno ammesso che hanno provato disagio solo la prima volta che hanno visto la foto, già dal secondo pacchetto non avevano più problemi. Questo dimostra la poca efficacia delle immagini, che per avere un impatto forte e duraturo dovrebbero cambiare spesso: invece le foto che girano sono sempre le stesse, dunque farci l’abitudine non risulta poi molto difficile. Cambiare di frequente la fotografia aberrante sarebbe una spesa enorme, che le case produttrici di sigarette non sono disposte a pagare, “a discapito” della salute del fumatore. In realtà il fatto che le fotografie non cambino molto spesso (anche se da marzo dovrebbero essere introdotte di nuove) rappresenterebbe un problema se le immagini avessero un qualche effetto dissuasivo sui consumatori: il problema sta nella loro inefficacia. I fumatori sono fin troppo consapevoli del danno che fanno al loro corpo fumando, continuano a farlo perché è un vizio che hanno e che non vogliono togliersi. Ognuno è responsabile della propria salute, ma lo Stato non può arrogarsi il diritto di scegliere di togliere le specifiche dal pacchetto per inserire immagini inefficaci. Ogni fumatore ha il diritto di sapere quanta nicotina, quanto catrame e quanto monossido di carbonio sta introducendo nel suo corpo.

Conclusioni

In conclusione, ognuno della sua vita può farne quello che vuole. Tutte le scelte che un individuo compie nel corso della sua vita non sono discutibili, la libertà di scelta è alla base del vivere civile. Le scelte che un individuo compie devono però essere sempre delle scelte responsabili e consapevoli ma non ci può essere consapevolezza senza chiarezza, ed è per questo motivo che lo Stato non avrebbe dovuto eliminare un elemento chiaro e specifico dai pacchetti di sigarette.